12 Buoni propositi per il 2019 che ogni HR dovrebbe mettere in pratica

Ogni nuovo anno porta con sé i classici buoni propositi. Per quanto riguarda la vita privata, i più classici riguardano l’essere più attenti alla propria salute, fare attività fisica, trascorrere più tempo con la famiglia e gli amici. Ma quali possono essere i buoni propositi per la vita professionale?

Per i professionisti HR, ci sono diversi aspetti del contesto lavorativo di cui si è più o meno direttamente responsabili. Le risorse umane sono in costante crescita e stanno diventando sempre più importanti per le organizzazioni. Nel portare avanti questo percorso di crescita, l’inizio di un nuovo anno rappresenta una spinta in più per fare meglio rispetto all’anno precedente non solo come reparto HR ma come azienda nel suo insieme. Ecco alcuni buoni propositi che ogni HR dovrebbe pensare di mettere in pratica.

  1. Orario di lavoro flessibile

Secondo un sondaggio condotto nel 2013, circa un terzo dei lavoratori dipendenti sostiene di “portare avanti la maggior parte del proprio lavoro da remoto”. Oggigiorno, sempre più datori di lavoro guardano a opzioni diverse della tipica giornata di lavoro 9-17. Ci sono svariate opzioni per un orario di lavoro flessibile, come ad esempio le settimane lavorative compresse (che permettono la variazione dell’orario di inizio e fine), il job sharing e i programmi part-time.

  1. Dare regolarmente ai dipendenti dei feedback positivi, non soltanto al momento della valutazione delle performance

Si tratta di un aspetto cruciale. Per quanto possa essere apprezzata una ricompensa di tipo economico, molti dipendenti desiderano soprattutto avere dei feedback positivi rispetto al loro lavoro più di una volta l’anno. Bisogna quindi assicurarsi che il feedback sia tempestivo, appropriato e sincero. Rappresenta un elemento imprescindibile nel rapporto coi dipendenti e renderà l’intero ambiente di lavoro più positivo e produttivo.

  1. Rivedere le policies e le procedure HR

È importante rimanere aggiornati rispetto ai cambiamenti che avvengono nella comunità HR. Chi si occupa di risorse umane è un po’ il playmaker dell’organizzazione: se un dipendente ha un dubbio o una necessità, si rivolgerà prima di tutto agli HR. Rimanere al passo coi tempi significa poter rappresentare un punto di riferimento indispensabile per l’azienda.

  1. Organizzare i piani di formazione

Organizzare dei corsi di formazione è un ottimo modo per mantenere tutti i dipendenti “sul pezzo”. Ad esempio, si può scegliere di coinvolgere tutti i manager in un training sulla gestione dei collaboratori. O magari pensare a un corso di aggiornamento rispetto alle regolamentazioni sul lavoro.

  1. Aggiornare il profilo Linkedin

Si tratta di un passaggio che spesso viene sottovalutato. Molte persone creano e impostano il proprio profilo Linkedin per poi dimenticarsi di aggiornarlo. È importante non soltanto rimanere attivi su Linkedin, ma soprattutto mantenere costantemente aggiornato il profilo. Dopotutto, una pagina Linkedin è un po’ una rappresentazione di chi l’ha creata, ed è giusto quindi che ci si impegni nel renderla il più possibile efficace e completa.

  1. Programmare un incontro con i capi reparto e i membri dello staff per discutere come migliorare la gestione HR

È un’ottima opportunità per far sentire i dipendenti importanti all’interno dell’azienda. Può essere un incontro formale, con una riunione pianificata, o magari più informale e meno focalizzato. Qualunque sia la scelta, è fondamentale assicurarsi che i dipendenti si sentano parte integrante dell’organizzazione per cui lavorano.

  1. Identificare attività locali che possano essere interessate a stipulare delle convenzioni a favore dei dipendenti dell’azienda

Le reti di partner sono un’ottima opportunità per permettere all’organizzazione e ai suoi dipendenti di risparmiare denaro e quindi migliorare la qualità della vita lavorativa. Può essere utile interpellare direttamente i dipendenti per capire quali potrebbero essere le loro esigenze per poi rivolgersi alle attività locali più adatte per provare a raggiungere un accordo.

  1. Leggere ogni giorno un post sulle tematiche HR

Uno dei buoni propositi più semplici è quello di impegnarsi quotidianamente a leggere. Basta trovare uno o più siti (come il nostro: www.hrtools.it/news) che affrontino temi legati alle risorse umane e ritagliarsi lo spazio per visitarli quotidianamente. Rimanere informati e aggiornati è fondamentale, non solo per sé stessi ma anche per l’azienda.

  1. Aggiornare il mansionario

L’aggiornamento del mansionario è certamente un’attività lunga e non propriamente piacevole, inutile nasconderlo. Allo stesso tempo però, un mansionario aggiornato è fondamentale per essere in grado di rispondere ai dubbi dei dipendenti e per far sì che tutti siano allineati rispetto ai possibili benefit e alle aspettative dei dipendenti.

  1. Certificare le proprie competenze e conoscenze in ambito HR

Trattandosi di una professione in continuo cambiamento ed evoluzione, è importante che ogni HR certifichi ( o ri-certifichi) le proprie competenze e conoscenze, in modo da confermare anche in termini “ufficiali” la propria professionalità e affidabilità.

  1. Riorganizzare i file personali

Con l’anno nuovo arrivano anche nuove scartoffie e file da archiviare. Per questo è fondamentale inserire tra i buoni propositi quello mettere in ordine la propria scrivania e archiviare in maniera ordinata e logica i file nel proprio computer.

  1. Semplificare la gestione HR con un tool adatto alle proprie esigenze

Se l’azienda non usa ancora una piattaforma di gestione HR, è fondamentale sceglierne una e scegliere quella giusta. L’ideale è affidarsi a una piattaforma web based, user-friendly che permetta di gestire in maniera rapida ed efficace i vari aspetti dello HR Management, come ad esempio la valutazione, la gestione dei piani di formazione e la politica retributiva.

Showing 2 comments
  • Alessia Martinez

    Buongiorno! Complimenti, articolo molto interessante! 🙂 Molti sostengono che le soft skills sono tra le competenze più in voga in questo 2019…Sono curiosa di sapere, se è vero che sono così fondamentali, come posso capire se sto rispondendo in modo corretto alle domande dell’esaminatore rispetto alle mie soft skills. Ho letto qui ( https://www.modellocurriculum.com/la-vera-chiave-del-successo-e-lintelligenza-emotiva.html ) che 34% dei cacciatori di talenti ritiene estremamente importante, per esempio, l’intelligenza emotiva. Ma come si può dimostrare questa competenza? Come si può migliorare in questo campo? Ci son dei corsi che possono aiutarmi? Grazie mille!

    • Gabriele Litrico
      Gabriele Litrico

      Buongiorno Alessia,
      Innanzitutto grazie mille per il commento e l’interesse.

      Sono Lucia Piacentini, partner di Emme Delta (la società che sviluppa HRTools.it) e EQ Assessor con i sistemi SixSeconds.
      Sì, è dimostrato che i leader di successo hanno sviluppato le competenze di intelligenza emotiva che, secondo il modello di assessment che utilizziamo in Emme Delta si compongono di 8 competenze specifiche:

      https://www.hrtools.it/wp-content/uploads/2019/01/77.jpg

      Queste 8 competenze si muovono su un sistema circolare di sviluppo della propria consapevolezza di sè (la self awareness), la capacità di gestire se stessi (self management) e la motivazione ultima che ci dà energia “self direction”.
      Il sistema è circolare perché permette di agire sullo sviluppo delle competenze in fase di sviluppo a partire da quelle dell’area di eccellenza.
      Il test è in modalità di self assessment e produce diversi report: sulla capacità di leadership. Sullo stile prevalente del cervello e sui talenti sui quali una persona può contare.

      Per maggiori informazioni può visitare http://italia.6seconds.org/

      Un saluto,

      Lucia Piacentini

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