Cosa puoi fare con l’intelligenza artificiale in ambito HR?
Giovanni Bruno – Co-Founder di Polarity – ci ha raccontato quali sono le applicazioni possibili e realmente attuabili dell’intelligenza artificiale nell’ambito delle Risorse Umane.
- L’intelligenza artificiale come supporto nelle attività HR
- Ambiti HR in cui possiamo adottare proficuamente l’AI
- HR: reclutamento e selezione più efficiente
- Nuova risorsa: formazione, affiancamento, integrazione nel team personalizzate
L’intelligenza artificiale come supporto nelle attività HR
Giovanni, stiamo assistendo ad un’ascesa delle AI in ambito HR.
Perché le aziende cominciano a interessarsi, secondo te?
Uno dei principali obiettivi dell’introduzione delle AI è di velocizzare molte operazioni e renderle più efficaci.
Il costo di adozione di molti strumenti di AI è piuttosto basso:
- dal punto di vista tecnologico, perché molto spesso non servono interfacce complicate da progettare, disegnare e sviluppare… in realtà basta avere i dati salvati da qualche parte.
- dal punto di vista umano perché eliminando il problema delle interfacce non è più necessario per HR imparare a usare tante diverse piattaforme, in quanto un AI ben integrata con tutti i sistemi aziendali è in grado di fornire loro le informazioni senza dover ricorrere a nessun altro applicativo.
Ambiti HR in cui possiamo adottare proficuamente l’AI
Secondo te, in quali ambiti HR è più utile l’AI e perché? Cosa possiamo fare?
Ci sono diversi ambiti in cui possiamo adottare l’AI con vantaggio per le HR.
Mi vengono in mente al momento, per esempio le attività routinarie di verifica e controllo e quelle a rischio dispersione di energia e tempo come l’interrogazione di dati.
Ma ci sono attività in cui l’AI può anche migliorare moltissimo le performance HR, portandolo a un livello più personalizzato e quindi, in un apparente paradosso, più umano.
Faccio qualche esempio:
1- Verifica e controllo di routine
Il lavoro quotidiano delle persone che lavorano in un’azienda è fatto di tante attività di routine, spesso semplici ma noiose, e senza valore aggiunto.
Per esempio: controllare che un documento sia firmato in tutte le sue parti o verificare che un’attività sia stata approvata, aggiornare l’organigramma mensilmente o crearne parziali per unità organizzativa.
Queste sono tipiche attività che l’intelligenza artificiale può svolgere con velocità ed efficienza liberando il tempo delle persone, che possono dedicarsi a compiti più utili e gratificanti.
2 – Interrogazione di dati più semplice e veloce
Una volta digitalizzate le attività HR è sicuramente più facile accedere ai dati.
Ma, anche con i dati digitalizzati, ogni persona deve comunque cercare informazioni disseminate in più posti.
Con l’AI puoi fare domande e ricevere le risposte di cui hai bisogno senza dover interpolare, rielaborare e investire una giornata lavorativa per trovare informazioni nascoste su più piattaforme, o su più gestionali.
3 – Interrogazione di documenti a livello di accesso diverso
Con software appositi, con AI integrata, puoi salvare tutti i tuoi dati in un posto sicuro, nel rispetto della privacy, e interrogarli con livelli di accesso diversi a seconda del ruolo che ricopri.
Per esempio:
- Il Direttore HR può accedere a report aggregati e anonimizzati per poter condurre analisi strategiche, senza dover visualizzare i dati individuali o delegare la ricerca a qualcun altro.
- Un HR manager ha una visione completa di tutti i dati dei dipendenti, può chiedere qual è la RAL media delle persone che lavorano in una determinata unità, o cosa è stato deciso nell’ultima riunione con la direzione. (nella registrazione ci sono altri esempi). Inoltre, il sistema può tracciare la sua attività per audit o per garantire la conformità della sua attività agli obiettivi.
- Il responsabile di un team può controllare quello che serve per la gestione operativa, come presenze, performance, competenze di chi fa parte del suo team. Ma si può decidere anche di escludere alcune informazioni, come i dati sensibili o le informazioni salariali.
- Un/una dipendente può accedere in autonomia ai propri dati – per aggiornarli, per esempio – ma non a quelli dei propri colleghi. Può avere accesso a programmi formativi personalizzati e a microlearning adattativo.
4 – Onboarding capillare per HR e nuove risorse
L’AI può essere molto utile in fase di onboarding, sia per le HR che per chi sta entrando nel gruppo di lavoro. Non solo velocizza le operazioni, ma rende anche più efficiente il processo, perché consente livelli di personalizzazione che sono impensabili quando si hanno molti dipendenti.
Una risorsa appena assunta, per esempio, potrebbe chiedere come funziona la mensa o come funziona un processo aziendale al proprio assistente AI, configurato per fornire soltanto le informazioni a cui questa persona può avere accesso.
HR: reclutamento e selezione più efficiente
Recruiting e onboarding impegnano molto le HR, ci dici qualcosa di più sulle potenzialità dell’AI in queste fasi così delicate?
Certo. In generale posso dirti che reclutamento e selezioni possono diventare più efficienti, perché deleghiamo all’AI le cose che sa fare meglio, ovvero analisi dei dati, filtraggio e reportistica, anche predittiva. E alle HR resta più tempo per valutare le potenziali nuove risorse anche in tutti quegli aspetti “intangibili” che alle macchine sfuggono.
Ecco alcune cose che puoi fare con l’aiuto di un software con AI in fase recruiting.
- Impostare filtri intelligenti per lo screening CV automatizzato e liberare tempo per colloqui finali più accurati.
- utilizzare algoritmi predittivi per aiutare nel matching candidato-posizione.
- Avviare un’analisi delle soft skill interrogando il data-base.
- In alcuni casi, impostare un chatbot per la preselezione
- Una volta avviato l’onboarding, ottienere feedback sul processo in tempo reale: l’AI raccoglie e analizza feedback qualitativi e quantitativi durante tutto il processo di onboarding, così puoi migliorarne l’efficacia in tempo reale.
- Ottenere un’analisi predittiva del benessere della nuova risorsa: l’AI monitora segnali deboli (per esempio feedback, interazioni, tempi di risposta), individua potenziali criticità nell’inserimento, segnala e suggerisce ai responsabili HR eventuali azioni correttive.
Nuova risorsa: formazione, affiancamento, integrazione nel team personalizzate
E in fase di onboarding? Come ci possono supportare le AI?
Con l’aiuto delle AI, puoi veramente impostare un processo di onboarding flessibile, personalizzato e più coinvolgente per ogni tua nuova risorsa.
Per esempio:
- Imposti percorsi su misura fin dal primo giorno: l’AI analizza i dati della nuova risorsa (ruolo, competenze, esperienze pregresse, preferenze di apprendimento) e genera un percorso di onboarding personalizzato per contenuti, tempi, e modalità (video, microlearning, mentoring, ecc.).
- Rispondi alle domande, spesso ripetitive, in tempo reale: imposti chatbot HR sempre disponibili. In questo modo la nuova risorsa può ottenere tutte le informazioni che le servono quando le servono, senza preoccuparsi di fare domande “improprie” o di disturbare altre persone: policy aziendali, strumenti digitali, benefit, organigrammi, ecc. Riduci il carico su HR e favorisci l’autonomia.
- Monitori e adatti in automatico l’apprendimento. L’AI monitora le interazioni della nuova risorsa con i contenuti formativi e adatta dinamicamente il materiale: propone approfondimenti o semplificazioni in base al livello di comprensione e al ritmo individuale.
- Faciliti l’integrazione con strumenti collaborativi: un software HR intelligente può suggerire automaticamente gruppi, team e canali aziendali rilevanti e pertinenti con quello che sta cercando (per esempio su Slack o Teams). In questo modo favorisci l’inserimento nella cultura e nella rete relazionale interna e diminuisci lo spaesamento iniziale.
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