Le competenze nostre trasversali (o Soft Skills) sono abilità – spesso innate – che ci aiutano ad affrontare ogni giorno le attività e le sfide professionali e personali che dobbiamo affrontare.
Si riferiscono al “saper come fare” e derivano molto spesso dalla storia nostra personale, dalla nostra formazione, dal tipo di socializzazione a cui siamo abituati e abituate e dall’esperienza (Sarchielli & Fraccaroli, 2017). Si chiamano “trasversali” per evidenziare la flessibilità contestuale con cui le applichiamo poiché il loro raggio d’azione generalmente si estende a diverse situazioni della sfera personale e professionale.
I fattori che le compongono, fanno parte del nostro bagaglio personale e si connettono ad una prestazione lavorativa e situazionale di natura relazionale, organizzativa e cognitiva (Boyatzis, 1982).
Sono normalmente divisibili in quattro macro categorie:
- le competenze personali tra cui la consapevolezza di sé, la gestione dello stress, il senso di autoefficacia e l’orientamento all’obiettivo;
- le competenze relazionali quali l’intelligenza emotiva, l’empatia, la comunicazione efficace e il team work;
- le competenze cognitive come il problem solving, la capacità di analisi e sintesi delle informazioni, la creatività e il decision making;
- le capacità organizzative che comprendono la pianificazione, la gestione dei tempi e la capacità di controllo per monitorare e correggere eventuali errori.
Le competenze personali e cognitive sono considerate interne perché sono le competenze attraverso le quali si percepisce e si interagisce con se stessi mentre quelle relazionali e organizzative sono definite esterne perché sono le competenze attraverso le quali si percepisce e si interagisce con gli altri (Belli, 2022).
Negli ultimi anni si è delineata una visione dinamica e multifattoriale della performance professionale non più riconducibile solo alla dimensione tecnica e meccanicista, infatti le competenze trasversali hanno acquisito sempre più rilevanza nel contesto lavorativo attuale che, caratterizzato da alta competitività, incertezza e cambiamenti continui, richiede ai giovani lavoratori e lavoratrici di sviluppare capacità innovative per affrontare queste sfide. Per questo motivo risulta sempre più interessante capire come le Soft Skills possono essere valutate all’interno di un contesto lavorativo, per esempio durante il processo di selezione, dato che – a differenza delle Hard Skills – le Soft Skills sono difficili da individuare e da dimostrare.
Esistono varie modalità di valutazione delle competenze trasversali, le principali sono:
- Colloqui strutturati situazionali.
Chi intervista pone domande basate su situazioni passate, chiedendo ai candidati di descrivere come hanno affrontato sfide o risolto problemi, oppure su ipotetiche situazioni che si potrebbero verificare in futuro. Questo metodo permette di valutare come le competenze soft vengono applicate nella pratica - Feedback a 360 °
Valutazione del personale espressa da una pluralità di soggetti: la persona è valutata dalle persone che ci lavorano, in diversi ruoli (un capo, dei colleghi nello stesso team, i clienti ecc.) e da sé stesso in una auto-valutazione ben strutturata. Questo metodo permette di ottenere una visione completa della persona, in varie situazioni comprendendo anche la consapevolezza che essa può avere delle proprie capacità. - Test di personalità
dove tra i principali troviamo il BIP e il BIG FIVE.
Il BIP misura le caratteristiche di personalità raggruppate in quattro domini: motivazione sul lavoro, comportamento organizzativo, competenze sociali e gestione delle emozioni.
Il BIG FIVE misura le caratteristiche della personalità sulla base di cinque fattori della personalità: l’estroversione, l’amicalità, la coscienziosità, la stabilità emotiva e l’apertura all’esperienza. - Assessment centre
ovvero lo strumento di valutazione del potenziale che utilizza congiuntamente vari strumenti come Test, colloqui, In Basket (che solitamente è la modalità più completa).
E’ compito dell’organizzazione fornire le opportunità per sviluppare queste nuove competenze. Per prima cosa bisogna poterle tracciare, sulla base del ruolo e contesto specifico.
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