Emanuele Sartori

Emanuele Sartori

CEO hrtools

Ecco come HR può costruire la miglior workplace culture

Cosa rende la workplace culture così importante

L’ho sempre detto alle aziende con cui collaboro: sbaglia fortemente chi crede che costruire la workplace culture significhi dare bonus monetari, inviare e-mail roboanti di incoraggiamento o mettere il biliardino nella sala relax. La workplace culture è molto più di questo. È il vero volto di una azienda. O meglio, la sua personalità. È infatti costituita dalla somma dei valori di un’azienda, delle sue tradizioni, dei suoi comportamenti e atteggiamenti. Insomma, la workplace culture non è una questione di apparenza ma è qualcosa di molto concreto. È ciò che rende unico e speciale un gruppo.

Dare vita a una workplace culture positiva permette di trasmettere motivazione a quei dipendenti che hanno voglia di crescere e far crescere. La cultura positiva aumenta la produttività, infatti i dipendenti si sentono davvero più apprezzati e coinvolti. Crea connessioni forti fra gli individui e dunque incide sul team building.

Quando, talvolta, qualche HR manager mi ascolta svogliato non capendo come mai io punti tanto sul discorso di workplace culture, io tendo a riassumere così i benefici. La cultura aziendale positiva:

  • Attrae talento. Non è solo l’azienda a valutare i candidati, ma anche i candidati a valutare il clima dell’azienda. Per questo una culture positiva può attirare veri talenti alle vostre job interview.
  • Favorisce il coinvolgimento e la fidelizzazione. Infatti, influisce sul modo in cui i dipendenti interagiscono con il proprio lavoro e con la propria organizzazione.
  • Incide sulla felicità e sulla soddisfazione dei dipendenti. Le ricerche mostrano che la felicità e la soddisfazione sono strettamente collegate alla presenza di una workplace culture forte e ben definita.
  • Incide sulle performance. Anche qui le ricerche sono interessanti, e dimostrano che le crescite del profitto sono esponenzialmente più elevate nei gruppi che hanno una culture non solo positiva, ma anche chiaramente condivisa con un flow down ben gestito. I numeri parlano chiaro: dipendenti soddisfatti e felici sono una delle chiavi del successo!

Come si costruisce la workplace culture?

Mi rendo conto che costruire tale cultura non sia facile. Sono infatti innumerevoli i fattori che giocano un ruolo chiave nell’implementare la workplace culture. Ecco come riassumerei i punti essenziali per arrivare a una culture ben definita e positiva:

  • Definisci i tuoi valori, e trova le persone giuste per esportarli. Importantissimo che la azienda abbia le idee chiare. Molte aziende utilizzano linee guida e codici di condotta che danno molti parametri culturali. La mission e la vision devono essere cristalline e devono anche essere di ispirazione, e così tutto il resto. Quale è il dress code, qual è il sistema di compensi e retribuzioni, quale il percorso di carriera? Però è anche importante che i leader sappiano comunicare, e interagire bene con i dipendenti. Se l’azienda si presenta in un modo ma i propri leader hanno invece comportamenti tossici e negativi, allora quello che è scritto sulla carta non varrà nulla. Sta ai leader saper non solo condividere i valori, ma anche incarnarli nel loro operato quotidiano, nelle decisioni che prendono, nella fiducia che trasmettono. Sono loro i primi a dover abbracciare quei valori.
  • Abbi cura delle persone. Capire in che modo vogliamo che le persone interagiscano fra loro è fondamentale. Come vogliamo siano improntati i rapporti? Quali stili comunicativi vogliamo sponsorizzare? Ovviamente prediligiamo lo stile collaborativo a quello conflittuale, e incoraggiamo le attività di socialità comuni. È giusto capire cosa interessa ai dipendenti, quale è il cluster di personalità con cui abbiamo a che fare nei vari team, quali sono le abilità, le esperienze, i riti quotidiani. Questo deve ispirarci a creare il clima giusto. Con le persone dobbiamo anche saper comunicare. Una azienda che non sa gestire il flusso e il tono delle sue comunicazioni è praticamente spacciata. Qual è la frequenza di comunicazioni che la azienda invia? Come si rapportano i leader con i loro team? Quanto siamo trasparenti nella condivisione delle informazioni? Queste sono le tre domande chiave per creare una rete di comunicazioni.
  • Dai vero valore al lavoro. Perché il lavoro che viene svolto quotidianamente abbia valore, nulla deve essere lasciato al caso. I sistemi, le procedure, i processi, il materiale, la soddisfazione dei clienti interni ed esterni, la gerarchia e le forme di controllo. Tutto deve essere stabilito e monitorato. Tutta questa rete non verrà percepita come soffocante dai dipendenti, ma anzi darà un senso di appartenenza e sicurezza. Poniamoci anche altre domande: come curiamo il recruting e l’onboarding? Abbiamo processi e criteri standard? E quali garanzie offriamo ai dipendenti che non vogliamo se ne vadano da noi? Per non parlare delle stesse work station, che sono uno dei punti di interesse della cultura lean. Una azienda sana cura molto le proprie postazioni di lavoro, e pensa anche a quale immagine vuole dare nella propria sede e negli spazi comuni. Quale colore debbano avere le pareti, come debbano essere i mobili, come viene gestita l’area relax. E anche come permettere ai dipendenti di personalizzare, per esempio, le loro scrivanie.

I benefici di un software per la gestione HR legato alla workplace culture

Secondo gli studi più affermati, molte aziende ritengono che la workplace culture sia essenziale ma, allo stesso tempo, la maggior parte di queste aziende pensano che la loro stessa workplace culture non sia sufficientemente adeguata. Dunque il lavoro da fare è tanto, e per molti.

Ecco perché un software per la gestione HR può essere assolutamente utile per un’azienda che si approccia alla propria culture. Di solito faccio un esempio molto pragmatico e veloce: prima ho parlato dell’importanza delle persone, della loro soddisfazione e della loro crescita. Ma come garantiamo queste cose senza un tool che in maniera automatica, standardizzata e precisa ci aiuti nel decision making e nella valutazione delle performance? In un mondo che vira verso il digitale come vera evoluzione, un software HR garantisce di fare valutazioni accurate sullo stato di benessere dei dipendenti. E quindi ci aiuta a capire se la cultura aziendale è condivisa da tutti, e da tutti considerata positiva.

Un buon software può essere utile a capire se la nostra azienda sta promuovendo politiche e programmi basati solo su copie di modelli esterni, se la nostra azienda sta assumendo dipendenti inadatti o tollerando stili di leadership errati, se la nostra azienda non sta sviluppando la propria mission e se i dipendenti ritengono gli ambienti di lavoro poco accoglienti.

Questo articolo, insomma, nasce per portare avanti un tema che da sempre mi appassiona quando parlo con gli HR manager e i vertici dei gruppi con cui lavoro. Una cultura azienda positiva non è mera filosofia, ma è qualcosa di molto pratico: ha un ruolo fondamentale nel successo del business.

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